Scuola di reportage Sri Lanka 2024
Si è appena conclusa una grande avventura di reportage in Sri Lanka, grazie alla guida del fotografo Antonio Manta, profondo conoscitore di queste terre, che ha permesso di vivere esperienze uniche, lontane da percorsi iconici, in ambienti e situazioni a volte quasi “estreme”, molto diverse da quanto normalmente si sperimenta in un viaggio, anche fotografico.
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Siamo partiti senza un itinerario preorganizzato, per sperimentarci In un racconto per immagini personale ed emotivo. Seguendo l’intuito di Antonio Manta che, giorno per giorno, è andato a caccia, grazie ai suoi innumerevoli contatti locali, delle situazioni più idonee a mettere alla prova noi aspiranti fotografi di reportage.
Arriviamo a Colombo sotto una pioggia torrenziale, il monsone è giunto in modo particolarmente violento quest’anno e l’intero territorio è allagato. L’impatto con l’oceano battuto dalla tempesta è intenso. Sono i primi approcci con i pescatori che puliscono il pesce ai bordi della strada, con gli artigiani che forgiano ancora asce e coltelli con l’aiuto del fuoco e dell’incudine. Genti aperte e cordiali, un sorriso, una pacca sulla spalla e il contatto è stabilito, come ci insegna Antonio, per il quale e’ essenziale interagire con le persone prima di poterne cogliere, attraverso i propri scatti, l’essenza unica della loro umanità. Ci addentriamo nella giungla, dormiamo in capanne sugli alberi per incontrare faccia a faccia gli elefanti selvaggi, temuti dalle popolazioni locali a causa dei svariati incidenti e qualche vittima, che ogni anno provocano. Eppure, non senza le rimostranze della nostra guida Neel, Antonio ci fa avvicinare a piedi a questi imponenti animali. Non e’ come fotografare in un safari africano, viviamo sulla nostra pelle il brivido di sentirsi tanto vicini a un animale cosi possente che incute timore reverenziale .
L’esperienza più intensa la viviamo nella giungla nei dintorni di Ratnapura, quando Antonio ci incita a immergerci, completamente vestiti, con le macchine fotografiche al collo, in un fiume fangoso insieme ai minatori illegali di pietre semipreziose. Esperienza resa più adrenalinica, dalla visita di un grande varano curioso che nuota verso di noi. Fortuna non si tratta di un coccodrillo! A bordo di tuc tuc, girovaghiamo tra le risaie fino a raggiungere altri minatori di gemme preziose, questa volta cercate scavando pozzi profondi fino a 40 metri, nel terreno umido e franoso. Pur sopportando condizioni lavorative e ambientali estreme, questi uomini non sono infastiditi dalla nostra presenza, al contrario ci chiedono se torneremo presto a fotografarli. Complice una buona bottiglia di grappa di cocco locale!
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Sulle montagne nebbiose facciamo la conoscenza delle raccoglitrici di te’, per poi imbarcarci in piroghe scavate nei tronchi d’albero che solcando le placide acque di innumerevoli laghi In compagnia dei pescatori locali.
Ma come si diventa Bonzi? Lo scopriamo nell’entroterra di Arugam Bay, dove visitiamo la scuola per giovani Bonzi, li i ragazzini, dal capo rasato e ammantati dalle tradizionali vesti rosso granato, vivono e sono istruiti secondo i tradizionali insegnamenti.
Sri Lanka, un workshop di reportage dove il focus e’ sulla capacità di trasmettere le proprie emozioni attraverso gli scatti fotografici. Dove ci si racconta. Dove al centro dell’immagine è il fotografo stesso e non il soggetto fotografato. Non un viaggio, ma un’esperienza, un’immersione alla scoperta di se, della capacità di esprimersi attraverso la fotografia. Un opportunita’ di crescita, di sinergia e condivisione grazie a una comunita di fotografi in viaggio, scoprendo insieme luoghi e sensazioni, in un continuo fluire senza programmi prestabiliti, inseguendo luci e situazioni, cogliendo le opportunità del momento, seguendo gli insegnamenti di Antonio che ci spinge a cercare “non la bella fotografia ma la nostra fotografia”.

I workshop di Antonio sono molto più di lezioni di fotografia: sono esperienze che ti trasformano.